Una federazione di città nella città: vision per un nuovo governo del territorio

Guardare Genova come una città policentrica e governarla come una città concentrica è un fallimento. Formalmente si è sempre guardato a Genova come a una città policentrica perché la sua morfologia è questa, ma di fatto l’amministrazione pubblica non si è mai plasmata e adattata a questa sua peculiarità, de-spazializzando il suo ruolo e perdendo sempre più il controllo del territorio, non dotandosi di strumenti adeguati per tradurne l’identità e allontanandosi sempre più dalla strada , dal cittadino, dal suo presente. L’allontanamento della PA dalla realtà determina non solo scollamento rispetto alle esigenze attuali, ma anche  l’impossibilità di ragionare su visioni future dagli orizzonti profondi, vista la non conoscenza del territorio che si governa.

Che cos’é l’arcipelago Genova:

Genova è un arcipelago di tante città, che sono isole autonome per specificità geografiche, spaziali e paesaggistiche, economiche, culturali e sociali. Le isole hanno un fuoco, un’identità e una vocazione che devono essere tradotte dal governo locale. Queste piccole città-isola sono sussidiarie le une alle altre, intessono rapporti tra loro di reciprocità, sono interconesse su più livelli e concorrono tutte quante alla realizzazione degli obiettivi generali dell’arcipelago Genova (che coincide con la Città Metropolitana), grande cabina di regia.  Gli obiettivi dell’arcipelago Genova fanno capo agli obiettivi dell’UE: i progetti strategici attuati dalle singole città-isola dovranno essere sostenuti tramite la partecipazione ai bandi europei, perseguendone obbligatoriamente gli obiettivi che sono di natura:

ambientale: perseguire con principi che si fondano sulla precauzione, sull’azione preventiva e sulla correzione alla fonte dei danni causati dall’inquinamento, nonché sul principio «chi inquina paga»
sociale e occupazionale:  garantire  «crescita inclusiva» e coesione sociale, con elevati livelli di occupazione, lottare contro la povertà, l’esclusione sociale e la discriminazione.
infrastrutturale
– culturale, di ricerca e a sostegno delle arti e dei settori creativi

Come funziona l’arcipelago Genova:

L’arcipelago Genova (la città metropolitana) è una città federale, fomata da 10 comuni autonomi (9 città-isole che corrispondono agli attuali Municipi più la decima città-isola che è la Città-Porto) da levante a ponente, dall’entroterra alla battigia. Arcipelago Genova è un’unione di comuni autonomi, ma che devono sottostare a regole decise democraticamente. Il governo  centrale dell’arcipelago monitora i comuni, ne controlla l’efficienza, include i comuni in progetti intercomunali, d’arcipelago (di città metropolitana), intermetropolitani, nazionali e internazionali.  Nell’ambito delle proprie competenze, è indispensabile che ciascun comune disponga delle risorse necessarie per lo svolgimento delle funzioni assegnategli dall’arcipelago. Tutti devono quindi avere autonomia finanziaria per gestire i propri servizi e le proprie politiche (processo bottom-up: condivisione degli obiettivi/condivisione delle decisioni e autonomia finanziaria).

Il comune autonomo ha il ruolo d’incrociare le domande e le offerte del proprio territorio ovvero quelle di tutti gli stakeholder, cittadinanza attiva, imprese, terzo settore, università, scuole e paesaggio, sempre considerato come soggetto attivo direttamente o indirettamente coinvolto nei processi di rigenerazione del territorio.

Il comune autonomo avrà autonomia di gestione dei processi e dei progetti esecutivi di rigenerazione urbana solo nel caso in cui la rigenerazione non incida su altri comuni o sull’assetto dell’arcipelago Genova.
Ha il ruolo d’incrociare le domande e le offerte del proprio territorio ovvero quelle di tutti gli stakeholder, cittadinanza attiva, imprese, terzo settore, università, scuole e paesaggio, sempre considerato come soggetto attivo direttamente o indirettamente coinvolto nei processi di rigenerazione del territorio. Si fa garante e capofila di progetti di rigenerazione urbana che siano input all’attivazione di dispositivi virtuosi di rigenerazione (effetto “a catena”: il riuso di luoghi abbandonati, la pedonalizzazione di una via, la creazione di eventi, la digitalizzazione, l’eliminazione di barriere architettoniche, la rinaturalizzazione di un’area, per esempio, accrescendo il livello di decoro dello spazio urbano e incidendo positivamente sulla qualità della vita, possono essere motore di attivazione di piccole economie locali).

Il carattere sperimentale e l’evoluzione nel tempo:

Il progetto Arcipelago Genova ha un carattere sperimentale e, nel corso del tempo,  autocorrettivo, ossia che  si calibra e modifica nel tempo in base alle sollecitazioni e alle reazioni della città.

Uno strumento di avvio del sistema di governo dell’Arcipelago è l’attivazione di un Ufficio tecnico Centrale per la Rigenerazione urbana,  luogo di decisione, discussione, progettazione partecipata, dove si discute della forma futura della città. UCRU assegna gli obiettivi ai differenti comuni e ha il ruolo di coordinali. I comuni avranno risorse e obiettivi a breve/medio/lungo termine per la realizzazione dei progetti locali. Nel tempo il disegno globale prevede di aggiungere a esso 10 Urban Center per la Rigenerazione  a scala locale (uno in ogni città-isola).

L’ufficio centrale per la Rigenerazione Urbana avrà il ruolo di monitorare gli obiettivi e di gestire i tempi di realizzazione dei singoli progetti portati avanti dai comuni. Fondamentale strumento di test di comprensione delle esigenze del territorio, ma anche stimolo per le popolazioni a partecipare al processo rigenerativo locale, è la promozione e il sostegno di buone pratiche quali l’auto costruzione dei micro spazi pubblici, l’uso della strada come spazio pubblico e non solo come corridoio di passaggio,  la creazione di community hub, il riuso temporaneo di spazi abbandonati,  le rinaturalizzazioni temporanee, fitodepurazioni, prati fioriti, boschetti di piante caduche a crescita veloce *** (ricordiamoci che siamo una città che vive un inverno demografico – da 1 milione di abitanti negli ultimi 30 anni siamo passati a meno di 600.000 con un picco di diminuzione negli ultimi 10 anni-, sovradimensionata rispetto all’attuale numero di popolazione).

Le rigenerazioni urbane con l’attivazione di progetti effimeri sono procedure introduttive e sperimentali a cambiamenti più profondi e ambiziosi, non devono essere il fine delle politiche urbane, ma un laboratorio di sapere collettivo, devono essere esperimenti sul futuro della città e propedeutici ad una rigenerazione più definitiva del territorio che però si realizza in tempi lunghi, ben superiori alla durata di un ciclo politico.

Camilla Ponzano per #genovacambia

Arcipelago-Genova è stato redatto in condivisione con il gruppo Genova Cambia e grazie ai preziosi contributi di:

Giovanni La Varra, architetto e urbanista, professore all’Università di Udine e al Politecnico di Milano, redattore della rivista VIceversa, vincitore dei premi internazionali IIT Chicago e Highrise Award con “Bosco Verticale”, partner studio Barreca & La Varra

Rocco Ponzano – Board Member Sciences Po Alumni, Presidente Circolo Franco-italiano Sciences Po Alumni, Corporate manager Europe Banco do Brasil

Nicoletta Piersantelli – Facilitatore, Architetto paesaggista, EU Progect Design & Manager

***(uso a contrasto con le tipiche destinazioni urbane: Rinaturalizzazione di aree urbane o spazi interstiziali, di quegli spazi sospesi tra una vecchia destinazione d’uso e una nuova o semplicemente di quegli spazi senza nome che troppo spesso si trasformano in degrado, o di quei luoghi che un tempo erano popolati e funzionali e che ora, e forse per decenni, rimarranno vuoti perché siamo la metà rispetto a 30 anni fa e non abbiamo risorse e neanche contenuti per recuperare tutto? Restituire ciò che non usiamo e non useremo per i prossimi decenni a una natura non selvaggia, ma antropizzata, per lasciarci il tempo di ricompattare e rendere più efficiente questo tessuto urbano così sfilacciato e inutilmente cementificato, per seguire eco-logiche qualitative e non brutal-logiche quantitative? Stravagante? No, una possibilità in alcuni casi per accompagnare nella bellezza i lenti processi di rigenerazione di una città. Fitodepurazioni, prati fioriti, boschetti di piante caduche a crescita veloce, giardini della pioggia etc… tutti interventi reversibili ma che incidono fortemente sulla qualità della vita degli abitanti).

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Archipel Genova
Une fédération de villes dans la ville: vision pour un nouveau gouvernement de la Cité et de son territoire
Regarder Gênes comme une ville polycentrique, et ensuite la gouverner comme une Cité concentrique, c’est l’échec assuré. Dans le discours politique, Gênes a toujours été vue et décrite comme une ville polycentrique, parce que telle est sa morphologie, mais dans les faits l’administration de la Cité n’a jamais été pensée ou conçue pour s’adapter à cette évidence physique: de ce fait, le gouvernement de la ville s’est “de-spatialisé”, tout en oubliant le rôle qui est le sien et en perdant ainsi le contrôle du territoire. La Cité n’a pas su donc trouver les instruments pour traduire en politiques publiques et bonne administration du territoire l’identité de la ville, et son gouvernement s’est progressivement eloigné de la rue, du citoyen et de son présent de tous les jours. L’eloignement de l’administration de la ville de sa réalité profonde produit non seulement des actions publiques incapables de faire face aux exigéances du présent, mais aussi rend impossible de raisonner ensemble sur une vision du futur qui soit ambitieuse, partagée et en ligne avec les attentes de ses habitants. Voilà à quoi porte le manque de connaissance du territoire que le gouvernement local est sensé administrer.
“Archipel Genova”, c’est quoi?
Gênes est un archipel de plusieurs villes, qui sont des îles autonomes en raison de leurs spécificités géographiques, d’espace et du paysage, avant même qu’économiques, culturelles et sociales. Les îles ont des axes, une identité et une vocation qui doivent être comprises par les équipes qui gouvernent leur territoire. Ces petites cités-île sont subsidiaires les unes aux autres, se lient par des relations de reciprocité, sont interconnectées sur plusieurs niveaux et participent toutes ensemble à la réalisation des objectifs généraux de l’Archipel Genova (qui coincide donc avec la Città Metropolitana), grande cabine de régie de la Cité. Les objectifs d’Archipel Genova font échos aux objectifs de l’Union Européenne: les projets stratégiques mis en place par chaque cité-île devront se faire aussi par participation aux appels d’offres et concours Européens, tout en poursuivant obligatoirement leurs objectifs qui sont de nature:
– environmentale: bâtir des projets stratégiques fondés sur la sauvegarde et la tutèle de l’habitat, sur l’action préventive et sur la correction à la source des dégâts causés par la pollution, sur la base du principe “pollueur-payeur”
– sociaux et de l’emploi: garantir une “croissance inclusive” et la cohésion sociale, avec des niveaux d’emploi élévés sur le territoire et avec la lutte contre la pauvreté, l’exclusion sociale et la discrimination
– sensibles à la création d’infrastructures durables
– culturelle, de recherche et de soutient à la création artistique au sens large (art, artisanat, spectacles)
Comment ça marche “Archipel Genova”?
L’Archipel Genova (Città metropolitana ou Cité au sens propre du terme) est une ville “fédérale”, formée par 10 communes autonomes (9 cité-îles qui correspondent aux actuelles Municipalités, plus la dizième cité-île representée par la zone franche du Port de Gênes) du Levant au Ponent, de l’arrière-pays au littoral. Archipel Genova est de ce fait une union de Municipalités autonomes, mais qui doivent se conformer à des règles communes adoptées de manière démocratique. Le gouvernement central de l’archipel aura le rôle de superviser les différentes municipalités, en contrôler l’efficacité d’action sur le territoire, inclure ces municipalités autonomes dans des projets d’intercommunalité ou “d’archipel” (donc de Cité ou Città Metropolitana), d’agglomeration metropolitaine, nationale et internationale. Chacune selon ses compétences propres, il est indispensable que chaque Municipalité puisse disposer de ressources nécessaires aux fonctions que l’Archipel lui aura confié. Chaque commune autonome doit donc avoir une autonomie financière pour gérer ses propres services sur le territoire et ses politiques publiques (processus de bottom-up: partage des objectifs, partage des décision et autonomie financière).
La Municipalité autonome aura une réelle autonomie dans la gestion des procédés et des projets exécutifs de régéneration urbaine seulement dans les cas où cette régéneration n’intéresse pas aussi les autres communes de l’Archipel, ou bien la physionomie toute entière de la ville de Gênes.
Cette commune autonome a le rôle de croiser les demandes et les offres de son propre territoire, c’est à dire qui émanent de toutes les parties prenantes de la commune, les citoyens actifs, les entreprises, le secteur des services et l’associatif, les universités, les écoles, et du paysage, considéré lui aussi et toujours comme un sujets actif, directement ou indirectement impliqué dans tout processus de régéneration du territoire. La Municipalité autonome devient le garant et le chef-de-file des projets de régéneration urbaine qui soyent l’étincelle pour activer des mecanismes vertueux de transformation (effet “boulle-de-neige”: la ré-utilisation de lieux abandonnés, l’elimination des barrières architectoniques, la ré-naturalisation d’une zone, par exemple, via l’acroissement de la qualité et de l’ergonomie du mobilier et de l’espace urbain, actions qui ont un incidence positive sur la qualité de la vie et peuvent aussi activer des petites économies locales).
Le caractère spérimental et l’évolution dans le temps
Le projet Archipel Genova est par nature “spérimental” et, dans le temps, conçu pour se auto-corriger et s’améliorer, notamment via un calibrage et les modifications suggérés par les demandes et les réactions de la ville.
Instrument de démarrage et d’animation du système de gouvernement de l’Archipel Genova sera un nouveau Bureau technique Central, pour la Régéneration Urbaine, lieu de débat, décision, aménagement participatif du territoire, où on discute de la forme future de la Ville. Le Bureau donne des objectifs différents à chaque Municipalité autonome et a le rôle d’en coordonner les actions. Les communes autonomes auront ressources et objectifs à court, moyen et long terme, pour la réalisation de projets sur leur territoire. Dans le temps, le dessin global d’Archipel Genova prévoit d’ajouter au Bureau Central dix (10) Centres pour la Régéneration Urbaine, à niveau des municipalités (un Centre par cité-île).
Le Bureau Central pour la Régération Urbaine aura le rôle de contrôler la pursuite des objectifs et de gérer les temps de réalisation de tout projet promu et endossé par chaque Municipalité. Instruments de test fondamentaux, pour comprendre les besoins du territoire, mais aussi une incitation pour la population à participer aux efforts de régéneration locale, la promotion et la dissemination de bonnes pratiques, telles que l’auto-construction de micro-espaces publics, l’utilisation de la rue comme espace public et non seulement comme voie de passage, la creation de points de rencontre pour les différentes communautés, la ré-utilisation temporaire des espaces abandonnées, les ré-naturalisations temporaires, les phyto-dépurations, les pelouses fleuries, les petits bois de plantes à feuilles caduques (et à croissance rapide) *** Rappellons-nous que nous sommes une ville qui est en train de vivre un “hiver démographique”: d’un million d’habitants nous sommes passés en 30 ans à moins de 600.000 résidents, avec en plus un pic de diminution dans les 10 dernières années (la ville et notamment son bâti est donc surdimensionnée par rapport au nombre actuel de ses habitants).
Les régénerations urbaines faites par l’activation de projets éphémères ne sont que des procédures d’introduction et spérimentales, en vue de changements plus profonds et ambitieux, et ne doivent pas être le fin ultime des politiques urbaines: elles sont un laboratoire de savoir collectif, des expériences sur le futur de la ville et doivent donc préparer à une régéneration plus définitive et à long terme du territoire (qui se réalise avec des temps longs, bien plus longs que le cycle politique d’un mandat électoral).
Camilla Ponzano pour #genovacambia
Archipel-Genova est un projet qui nait grâce aux discussion au sein du groupe Genova Cambia et aux conseils précieux de:
Giovanni La Varra, architecte et urbaniste, professeur à l’université d’Udine et à Politecnico Milano, redacteur en chef de la revue Viceversa et vainqueur des prix internationaux IIT Chicago et Highrise Award pour son “Bosco Verticale” de Milan (cabinet Barreca & La Varra)
Rocco Ponzano – président du Circolo franco-italien des Alumni de Sciences Po Paris et membre du Conseil d’administration de l’association, économiste et Corporate Manager Europe à la succursale française de Banco do Brasil
Nicoletta Piersantelli – “Facilitatore”, architecte du paysage, EU Project Design & Manager
***(uso a contrasto con le tipiche destinazioni urbane: Rinaturalizzazione di aree urbane o spazi interstiziali, di quegli spazi sospesi tra una vecchia destinazione d’uso e una nuova o semplicemente di quegli spazi senza nome che troppo spesso si trasformano in degrado, o di quei luoghi che un tempo erano popolati e funzionali e che ora, e forse per decenni, rimarranno vuoti perché siamo la metà rispetto a 30 anni fa e non abbiamo risorse e neanche contenuti per recuperare tutto? Restituire ciò che non usiamo e non useremo per i prossimi decenni a una natura non selvaggia, ma antropizzata, per lasciarci il tempo di ricompattare e rendere più efficiente questo tessuto urbano così sfilacciato e inutilmente cementificato, per seguire eco-logiche qualitative e non brutal-logiche quantitative? Stravagante? No, una possibilità in alcuni casi per accompagnare nella bellezza i lenti processi di rigenerazione di una città. Fitodepurazioni, prati fioriti, boschetti di piante caduche a crescita veloce, giardini della pioggia etc… tutti interventi reversibili ma che incidono fortemente sulla qualità della vita)

 

Arcipelagos Genoa
A federation of cities inside the City: vision for a new local government
Observing Genoa as a town with multiple centers and to govern it as concentric one is a total failure. On the paper, Genoa has always been described as a city with multiple centers, cause this is the form of Genoa, but the local government never adapted to this specificity of the town: as a result, the government lost the space for its action and role, lost the control on the territory and never adopted the right instruments to translate into policies the identity of this multiple City. The local government has then disappeared from the streets, left people by and has lost contact with the present of the town. The departure of the local administration from this reality brought to the current iatus between public action and the needs of its territories, and makes today the debate over the future shapes and horizons for Genoa impossible (given the lack of common and shared knowledge about the physical space under the local government).
What is “Arcipelagos Genoa”
Genoa is an arcipelago of several cities, which are autonomous islands due to their geographical characteristics, shapes and landscapes, and to their economic, cultural and social features. Each island has a focus, an identity and an ambition that must be understood and translated by the local government. These small island-cities are ancillary to each others, create reciprocities, are interconnected at several levels and contibute all together to the achievement of the common goals of the Arcipelagos Genoa (which coincides with the Città Metropolitana), the general director of local government. The goals of Arcipelagos Genoa are inspired by the EU’s Targets: the strategic plans developed by each island-city will then be supported by the access to structural and cohesions funds from the European Union, whose objectives will be shared and pursued, namely:
– the Environment: Arcipelagos Genoa adopts the principles of prudence, preventive action and the resolution at the source of the damages created by the pollution, following the rule that “polluter pays”
– Social and Employment goals: guarantee an “inclusive growth” and social cohesion, with high levels of employment and fight against poverty, social exclusion and discrimination
– durable Infrastructures
– Culture, Research and public aids to Arts and Creation
How Arcipelagos Genoa works
The arcipelago Genoa (the Città metropolitana) is a federal city, formed by 10 autonomous town-halls (9 island-cities which are the actual Municipalities, plus the tenth island-city, the city-harbour) from the east to the west bound of the town, from the high-lands to the sea-side. Arcipelagos Genoa is then a union of autonomous municipalities, that must comply to common rules adopted through the democratic method. The central government of the arcipelago monitors each municipality, tests their efficiency, includes each one of them into inter-community projects, Arcipelagos’ projects (promoted then by the Città Metropolitana) and metropolitan, national and international ones. In the framework of its-own attributes, it is mandatory for each municipality to leverage on resources in adequacy with the targets given by the arcipelago. Every island-city must then have a financial autonomy, to manage their services and policies (bottom-up process: share goals, share decision-making and financial autonomy)
Such an autonomous Municipality will have the scope to manage its-own process and projects of urban regeneration, only if this regeneration process has no impacts on the other autonomous island-cities and on the general equilibrium of the arcipelago Genova.
The island-city has the task to cross the demands and supplies from its territory, coming up from all the stakeholders (the people, engaged citizens, the corporations, universities, the charities and local associations, the schools and from the land-scape, always considered as an actor by itself, directly or indirectly involved into the process of regeneration of the territory). The Municipalities become the guarantors and leaders of projects of urban regeneration that activates virtuous circles of requalification (“snow-ball” effect: reuse abandoned facilities, make pedestrian a road, create events, digitalization, eliminate architectural barriers, renaturalization of an area, increase the quality of the street furniture and shape in general, all actions having a direct impact on the quality of life; this kind of urban regeneration is also a chance to activate small local business and economies).
The experimental nature and evolution over time
Arcipelagos Genoa is a laboratory of experiences that evolve and improve themselves over time, and is calibrated and progressively modified according to the inputs and reactions obtained from the City and its people.
The main tool to activate the governement project of Arcipelagos Genoa is the Central Bureau for the Urban Regeneration (CBUR), a place of discussion, decision-making, participated design, where the future shape of the town is debated. CBUR gives targets to the different municipalities and has the task to coordinate them. Each Municipality will have short, middle and long-term goals to realize local projects. Over time, the more general ambition is to create also 10 Urban Centers for Regeneration (one per island-city/municipality).
The Central Bureau for the Urban Regeneration will have the task to monitor the targets and to manage the dead-lines for realizing each single project brought by the Municipalities. The promotion and dissemination of Best Practices (like the autonomous construction of micro-public spaces, the use of a road as a public space and not just as a transit way, the creation of community hubs, the temporary reuse of abandoned places, the temporary renaturations, phytodepurations, grass and flowered soils, fast-growing groves of hardwood trees,…) are a fundamental instrument to test the comprehension of the requests coming up from the territory, but also an opportunity for the people to participate to the process of local regeneration (please remeber that we are a City that is living a demographic winter: the town passed from almost 1 million of inhabitants 30 years ago to less than 600.000 now, with a peak of decrease in the last 10 years; so Genoa is currently over-dimensioned in respect to the number of people living here).
The urban regenerations done through ephemeral projects are introductory and experimental ways to activate deeper and more ambitious changes, but do not have to become the final goal of the urban policies: they must be a laboratory and a database of collective knowledge and wisdom, experiences of the City for the future, but ancillary to a more defined and complete regeneration of the territory (that is realized across a long period of time, much longer than a single political cycle or a single local term).
Camilla Ponzano for #genovacambia
Arcipelagos-Genoa is a project designed in collaboration with Genova Cambia, and thanks to the precious contributions of:
Giovanni La Varra, architect and urban-planner, professor at the Universities of Udine and Politecnico Milano, chief-editor of the review Viceversa, prize-winner of the international award of IIT Chicago and of the Highrise Award with his “Bosco Verticale” building in Milan (Barreca & La Varra partners)
Rocco Ponzano – Board member at SciencesPo Alumni, president of the French-Italian Circle of Sciences Po Paris, economist and Corporate Manager Europe at the French branch of Banco do Brasil
Nicoletta Piersantelli – Facilitator, Land-scape architect, EU Project Design & Manager