Fra il Mediterraneo e l’Europa.

Genova deve aprirsi. Per attrarre nuove energie. La rinascita della nostra città non risiede nel perimetro stretto dei propri confini, ma nello spazio largo che unisce il Mediterraneo all’Europa. Nei prossimi anni il destino di Genova dipenderà dalla nostra capacità di ‘incontrare il mondo e attrarre risorse, intelligenze e persone. Un ritorno al passato, alla nostra antica vocazione di farci strategico crocevia, capitale mediterranea, città più aperta, culturalmente vivace e disponibile alla sperimentazione. Intercettando il traffico di uomini e di merci, sostenendo con determinazione lo sviluppo dell’aeroporto e del porto. Rendendo però quest’ultimo pienamente compatibile con la città. Infatti, se da un lato è necessario proseguire l’efficientamento strutturale delle nostre banchine, non è altresì più rinviabile l’adeguamento ecologico di tutte le attività inserite nel perimetro portuale. L’elettrificazione delle banchine è solo una fra le azioni che vanno portate a termine per armonizzare davvero la vitalità dei moli con la salute dei cittadini. Genova torni città del lavoro e delle produzioni innovative, usando al meglio le aree industriali ormai prive di funzioni, puntando ad attrarre un’industria di qualità, ad alto valore aggiunto. Investendo sullo sviluppo delle tecnologie e delle energie rinnovabili.