Il sistema dei trasporti urbani è un tema complesso al quale non si può approcciare in modo semplicistico. Non esistono soluzioni univoche che possano complessivamente risolvere i problemi di mobilità delle persone. Vanno sviluppate un insieme di soluzioni organiche che, messe a sistema, possano sinergicamente contribuire al miglioramento dei trasporti.

I trasporti e la mobilità incidono in modo determinante sulla qualità della vita, non solo in termini di traffico (tempo perso), l’incidentalità ed inquinamento ma anche per l’impatto disgregante che genera nel rapporto tra cittadini e territorio. Il tessuto urbano, come luogo di socialità ed aggregazione, nel tempo è stato sacrificato per adattarsi alle crescenti pressioni del traffico privato e merci su gomma. Potersi spostare non è solo un esigenza, è un diritto, ma vanno nel contempo minimizzati gli effetti negativi (le “esternalità negative”) generate dal trasporto sulla qualità della vita nelle città.

I trasporti pubblici sono un elemento imprescindibile per la mobilità del futuro e vanno valorizzati e sviluppati, ma non è sufficiente. Le città, in particolare in Italia, si sono dovute forzatamente adattare alle automobili in quanto il tessuto urbano è una stratificazione millenaria di storia (senza auto). Nella consapevolezza che una quota fisiologica di trasporto privato è incomprimibile nel breve-medio periodo, vanno ripensate nuove forme di mobilità e regolamentazioni del traffico al fine di migliorare concretamente la qualità della vita nella città.

I trasporti e la mobilità rappresentano anche un elemento fondamentale per lo sviluppo dell’economia della città. Il porto resta la prima fabbrica della città e va incentivata, anche sui temi della mobilità, una maggiore armonizzazione delle politiche portuali e cittadine. Dove non sia possibile eliminare la sovrapposizione tra flussi di merci e passeggeri si devono concretamente minimizzare i rischi ed i disagi per i cittadini.

Obiettivi

  1. Migliorare e far evolvere la mobilità delle persone per aumentare la qualità della vita dei cittadini
  • Ridurre il traffico privato in favore di sistemi di trasporto collettivi o sostenibili
  • Aumentare il tasso d’uso del trasporto pubblico
  • Ripensare la mobilità nei quartieri popolari e residenziali per riequilibrare il rapporto con il territorio
  • Introdurre meccanismi virtuosi di finanziamento degli investimenti necessari al miglioramento della mobilità
  • Migliorare l’accessibilità e la connessione della città incentivando l’intermodalità
  • Supportare lo sviluppo e l’adozione di forme sostenibili di mobilità (ciclabili, pedibus, etc)

     2. Sviluppare e migliorare i trasporti per supportare lo sviluppo economico

  • Migliorare e velocizzare il passaggio delle merci verso il porto
  • Incentivare lo spostamento su ferro delle merci
  • Migliorare l’accessibilità (e l’accoglienza 🙂 alla città per i passeggeri ed i croceristi
  • Incentivare una maggiore integrazione ed armonizzazione delle politiche di sviluppo portuali e cittadine
  • Minimizzare i rischi ed i disagi nei tratti necessariamente promiscui di flussi merci e passeggeri

       3. Armonizzare i due macro obiettivi, che spesso sono contrapposti

Obiettivi trasversali e di metodo

  • Definire e condividere con i cittadini una visione di lungo periodo
  • Declinare la visione in obiettivi concreti di breve e medio periodo che vanno comunicati e monitorati (es: Madrid ha dichiarato di voler dimezzare le proprie emissioni di CO2 entro il 2020 e di azzerarle entro il 2030, Helsinki di eliminare le auto entro il 2025, Amburgo punta a diventare una città senz’auto entro 20 anni etc…)
  • Armonizzare gli interventi con le altre aree
  • Attivare e coordinare le sperimentazioni sul territorio in un ottica di condivisione di buone pratiche
  • Comunicare con trasparenza e chiarezza
  • Gestire il cambiamento culturale necessario (fattore critico di successo)

Il trasporto pubblico locale

  • Sviluppo infrastrutture (estensione metro a ponente, tramvia val Bisagno, corsie gialle)
  • Sviluppare l’integrazione intermodale con il ferro (metro di superficie / ferrovia metropolitana)
  • Riorganizzazione della rete e del servizio finalizzata all’aumento della velocità commerciale media del servizio lungo le direttrici di forza (asse est-ovest e valli)
  • Incentivare il miglioramento della qualità del servizio e migliorare l’interlocuzione con l’utenza
  • Favorire l’integrazione tariffaria regionale
  • Valutare le migliori condizioni e le possibilità di mantenere una AMT pubblica, nel rispetto dell’equità sociale e dei posti di lavoro

Sviluppare la mobilità condivisa

  • Sviluppare e sperimentare il car sharing integrato (carsharing tradizionale + «a stallo libero»)
  • Incentivare lo sviluppo di modalità di condivisione dei mezzi di trasporto (carpooling, carsharing, taxi collettivi a tariffe calmierate, sistemi a chiamata)
  • Sperimentare nuovi sistemi di condivisione dei mezzi (es: scooter sharing, car pooling aziendale)
  • Sperimentare nuovi sistemi di coinvolgimento e coordinamento (es: mobility manager nelle scuole / università, rendere più efficace la collaborazione con i mobility manager delle aziende)

 

La riduzione del traffico privato

• «Congestion charge» per l’entrata in città con mezzi privati con costi proporzionali al reddito e con vincolo di spesa per il Comune nel miglioramento della mobilità (con quota minima di accessi gratuiti per tutti a consumo per l’entrata nel centro)
• Definizione di una o più «Low Emission Zone» nella quale i mezzi pesanti e più inquinanti non possano entrare
• Regolamentazione più stringente per l’accesso alla città dei veicoli inquinanti
• Estendere gli ambiti riservati alla mobilità dolce (Pedonalizzazione, Zone a Traffico Limitato, Aree a Velocità Limitata), non solo in centro ma anche nei quartieri popolari e periferici
• Continuare la sperimentazione sull’accesso ai ciclomotori sulle corsie gialle (ove possibile, ovvero dove non siano rilevati specifici problemi di sicurezza)

Migliorare la accessibilità della città

• Costruire ed incentivare l’uso dei parcheggi scambiatori in particolare alla periferia della città ed in prossimità dei svincoli autostradali (in periferia anche attraverso lo sviluppo di parcheggi di interscambio di «servizio», con ufficio postale, supermarket, banche etc, al fine di ridurre a monte la necessità di spostamento in auto e incentivare l’intermodalità)
• Definire tariffe di parcheggio integrate con il sistema tariffario del TPL molto incentivanti
• Sviluppare infrastrutture di trasporto o collegamenti rapidi dedicati tra i parcheggi di interscambio ed il centro / i poli attrattori (vedi linee LAM di Prato)

Incentivare la modalità sostenibile

• Incentivare l’uso dei mezzi elettrici ed ibridi
◦ anche attraverso centrali d’acquisto, si veda esperienza di TIL a Reggio Emilia per la gestione del trasporto merci in centro con mezzi elettrici
• Incentivare lo sviluppo delle reti di ricarica e redigere un piano di sviluppo della mobilità sostenibile
• Sviluppare la rete di piste ciclabili

Supportare ed orientare il cambiamento

• Promuovere iniziative finalizzate alla promozione di nuovi e più sostenibili modi di vivere la città e di muoversi in essa (es: scambi culturali con realtà europee dove si sono già sviluppati quartieri a zero auto o con servizi di mobilità evoluti)
• Promuovere la mobilità sostenibile attraverso iniziative sul territorio che consentano ai cittadini di riappropriarsi degli spazi urbani sperimentando nel contempo nuove forme di mobilità (es: organizzazione di eventi con blocco del traffico e microservizio di trasporto progettato ad hoc con mezzi a basso impatto)
• Iniziative educative … vedi Pedibus