L’art. 3 della Costituzione recita “… è compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che, limitando di fatto la libertà e l‟eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana …”

Come traguardare e coniugare l’eguaglianza dei cittadini, la giustizia sociale,l’ equità,la solidarietà e l’innovazione?

  • il Comune deve avviare forme nuove di welfare
  • serve co-responsabilità e co-progettazione con i cittadini delle azioni quotidiane quale “cuscinetto” prima dell’intervento assistenziale da parte del comune.

Dati sulla povertà.

Secondo i dati Istat del 2016, la Liguria risulta l’ultima regione a Nord nel rapporto sulla povertà con un’incidenza dell’8.5% sul totale della popolazione.

Questo vuol dire che la Liguria è la regione del Nord d’Italia che maggiormente necessita d’interventi mirati e di contrasto alla povertà.

Questi i principali soggetti fragili:

  • anziani
  • famiglie monoreddito, straniere e senza alcun reddito
  • persone senza fissa dimora (povertà assoluta)

 

 

Famiglie in difficoltà:

Secondo il Dossier della Caritas ( rapporto 2015) su 8611 persone che si sono presentate presso i 38 Centri di ascolto ,il 65% è costituito da donne che chiedono aiuto e il 40% delle richieste hanno riguardato il problema dell’alloggio. ( sfratti imminenti, pesanti morosità / abitazioni inadeguate)

Occorre una maggiore sinergia e una revisione del Sistema che possa garantire nuove forme di tutela e non si limiti a cadere nell’assistenzialismo sterile, per questo è’ necessario un Patto cittadino contro la povertà che preveda nuove forme di tutela

La battaglia contro le povertà e le diseguaglianze crescenti deve diventare la priorità delle Istituzioni e della città.

Anziani
Sempre più anziani vivono in situazione di fragilità sociale,economica e ad aggravare la situazione è l’isolamento frutto della solitudine.

Proposte:
• rilanciare il ruolo dell’anziano nella società rispettosa dei percorsi di vita e improntata alla cittadinanza attiva.
• Creare sinergie fra partner pubblici e privati, secondo i migliori modelli di sussidiarietà orizzontale.
• Attivare e rafforzare le reti di supporto, agendo sull’ecosistema e sulla qualità della vita di tutti.
• Favorire la domiciliarità degli interventi, garantendo ai più fragili la possibilità di essere assistiti a domicilio, senza costi aggiuntivi per la collettività.
• Migliorare l’accesso ai servizi.
• Permettere una riduzione dei costi socio-sanitari; attraverso l’ottimizzazione dell’uso delle risorse: (riduzione dei ricoveri impropri e in RSA).
• Coinvolgere gli anziani nelle Case di Quartiere inserendoli come volontari e protagonisti in un percorso di invecchiamento attivo.
• Implementare le esperienze di Cohousing

Famiglie in difficoltà:

Secondo il Dossier della Caritas ( rapporto 2015) su 8611 persone che si sono presentate presso i 38 Centri di ascolto ,il 65% è costituito da donne che chiedono aiuto e il 40% delle richieste hanno riguardato il problema dell’alloggio.

  • Occorre una maggiore sinergia e una revisione del Sistema che possa garantire nuove forme di tutela e non si limiti a cadere nell’assistenzialismo sterile, per questo è’ necessario un Patto cittadino contro la povertà che preveda nuove forme di tutela
  • La battaglia contro le povertà e le diseguaglianze crescenti deve diventare la priorità delle Istituzioni e della città.

Proposte:

  • Acceso diretto del cittadino/ fruitore di servizi con il Comune
  • Costante lettura dell’evoluzione dei bisogni dei cittadini
  • Il sistema di esternalizzazione dei servizi  deve essere rivisitato, per consentire una collaborazione progettuale con i fornitori dei servizi
  • Il sistema di esternalizzazione dei servizi  non è efficace poiché non  sono previsti organi di controllo da parte del Comune sulla  qualità del Servizio offerto  ai cittadini
  • Revisione e redistribuzione delle risorse profuse  dal Comune di Genova ai 9 centro servizi dei Municipi in base a nuove e reali bisogni dei residenti nel Territorio
  • Revisione del Patto di sussidiarietà ( Delibera Giunta comunale n. 236/2011) con il quale vengono stipulati da parte del Comune accordi di collaborazione per la realizzazione di politiche di inclusione sociale e lotta alla povertà.

Persone senza fissa dimora:

  • Le Ass. di volontariato stimano che ci sono circa 400/500 persone senza fissa dimora e 1200 persone circa in emergenza abitativa
  • La Regione Liguria nel febbraio 2017 ha stanziato 600.000 euro per gestire l’emergenza freddo per i senza tetto .
  • La questione non può essere gestita nell’ambito dell’emergenza  (300 posti letto nel periodo invernale)
  • Insufficienti gli asili notturni

Proposte:

  • Aumentare l’accoglienza notturna e diurna, mense e servizi per le persone senza dimora
  • Implementare le esperienze di Cohousing
  • Obiettivo ambizioso: portarli tutti a vivere in una casa vera
  • Nuovi Patti di sussidarietà per gestire gli interventi per le persone senza dimora, con controllo della qualità da parte del Comune